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5 novembre 2012

Scuole, si chiude se non si garantisce la sicurezza

Qualche giorno fa, il 29 ottobre, è venuto giù un controsoffitto in una scuola di Rivoli, la stessa città dove il 22 novembre 2008 era morto uno studente 17enne, Vito Scafidi e un suo compagno di classe restò gravemente ferito a seguito del crollo del soffitto del liceo Darwin. Stavolta non ci sono feriti, ma il tema della sicurezza nelle scuole è sempre attuale.
Solo lo scorso mese di ottobre si segnalano crolli al liceo scientifico Giordano Bruno di Mestre, al Rosa Luxemburg di Torino, all’Istituto Nautico di Trieste, alla Scuola Media Curtatone e Montanara di Pontedera, al liceo classico“Galileo Galilei” di Firenze.
Il processo per la tragedia di Rivoli, conclusosi il 13 luglio 2012, ha condannato a quattro anni di reclusione l'ex responsabile del servizio di edilizia scolastica della Provincia.
Secondo il sostituto procuratore Raffaele Guariniello con la sentenza di Rivoli "si è affermato un principio importante per cui la sicurezza nelle scuole deve entrare nelle priorità di tutti gli enti proprietari degli istituti. Soprattutto per gli interventi infrastrutturali e di manutenzione bisogna che questi enti investano. Purtroppo la sicurezza nelle scuole è ancora molto bassa e ciò comporta il rischio che un dramma come questo si ripeta".
Ma l’emergenza continua. Sempre secondo Guarinello“C’è un’emergenza nazionale ed è indispensabile che il Consiglio dei Ministri si renda conto della situazione”.
Il sostituto procuratore ha individuato un elenco di interventi necessari nelle scuole della provincia di Torino: occorrono almeno 60 milioni di euro. Ma la Provincia non sarebbe in grado di reperire il denaro tanto che il presidente Antonio Saitta ha dichiarato che la situazione "potrebbe portare a soluzioni drastiche tra cui la chiusura di molte scuole in cui non si riesce a garantire la sicurezza".
E se in provincia di Torino la maggior parte degli edifici scolastici possiede scale di sicurezza e impianti elettrici a norma, in altre regioni i problemi sono ben più gravi: in Calabria, per esempio, solo una scuola su 3 ha una scala esterna, mentre in Sicilia la metà delle scuole non è in regola con gli impianti elettrici.

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